Coltivando tranquilla l'orribile varietà delle proprie superbie la maggioranza sta come una malattia come una sfortuna come un'anestesia come un'abitudine per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
domenica 2 febbraio 2014
domenica 3 novembre 2013
Ciao
a forza di essere vento
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace
i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via
e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
FdA
domenica 22 settembre 2013
lunedì 12 agosto 2013
mercoledì 3 luglio 2013
sabato 25 maggio 2013
Festa a Vico 2013
Chi lo conosce non crederà ai suoi occhi: per l’edizione 2013 di FestaVico (Vico Equense, 2-5 giugno), Luigi Nastri,
ombroso e taciturno cuoco di Settembrini, passerà scampanianno pe’ Vico, comme a nu guappo pe’ se fa guardà...
O
be’, non proprio: non immaginatelo imbracciare putipù e triccabballacche... No, Luigi rimarrà nell’ombra come si
conviene alla sua natura. Ci penserà un suo sorridente e ammiccante fumetto a presentare per lui in anteprima l’SPF:
acronimo di Settembrini Pasto Felice, rivisitazione in chiave nostrana dell’happy meal anglosassone. Proprio a Vico,
debutterà il primo prodotto della linea, Settembrini Pollo Fritto, ispirato al noto brand KFC.
Un menu pensato per l’asporto che abbina al pollo fritto una centrifuga di Sedano Prezzemolo e Finocchio. Immancabili
le salse, bandite le posate, d’ordinanza l’ideale abbraccio finale. Un menu che con un occhio al benessere e l’altro alla
convivialità, incarna l’idea stessa di Settembrini Pasto Felice.
Per chi ordina il menu completo, in omaggio la spilla “Tu vuò fa l’americano”.
[Barbara Tuccillo]
[Barbara Tuccillo]
domenica 28 aprile 2013
domenica 21 aprile 2013
lunedì 8 aprile 2013
I Tenenbaum
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| I Tenenbaum |
New York, anni settanta: Royal Tenenbaum e la moglie Etheline hanno tre figli piccoli, Chas, Margot e Richie, dotati di un grandissimo talento. Il primo a 12 anni è già un genio della finanza, la seconda è una talentuosa drammaturga e il terzo un campioncino di tennis. Ma il tempo passa e le cose cambiano: a causa delle continue scappatelle di Royal, i genitori si separano, i tre ragazzi crescono e il loro talento svanisce.
Chas, vedovo con due figli, Ari e Uzi, è ossessionato dai pericoli; Margot, sposata ad un noioso accademico, non scrive più e si perde in un malinconico declino; Richie sembra badare solo al suo falco addestrato. Ma un giorno, dopo molti anni di assenza, Royal si ripresenta alla famiglia per cercare di salvare quel che può essere ancora salvato.
[Wikipedia]
[Wikipedia]
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| Gruppo Settembrini |
domenica 7 aprile 2013
Bistronomia parigina
Bagliori di bistronomia parigina con Passerini e Nastri a Roma (scatti di gusto)
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| Me e Lui |
La serata conclusiva della festa che ha animato per dieci giorni via Settembrini è stata pirotecnica. Nella modalità delle cene a quattro mani, Gigi Nastri ha incontrato quelle di Giovanni Passerini, l’italianissimo chef del parigino Rino, uno dei ristoranti che ha contribuito al movimento della bistronomie.
L’aria che si respira al ristorante Settembrini in effetti è romantica e sognatrice aiutata da clima mite, candele e Tevere lì vicino a ricordare la Senna. Che Settembrini abbia tutte le carte in regola per diventare esempio della bistronomia italiana, a bene vedere, è stato più volte detto: la cucina di Luigi Nastri sa ben giocare su quegli stilemi, il locale curato non ha inutili fronzoli ed anche il quartiere romano si presta alla perfezione.
Gli ingredienti erano quanto mai eterogenei, tuttavia durante la cena la percezione è stata di una costante continuità. Quasi impossibile riconoscere le preparazioni dell’uno e dell’altro chef, dimostrazione che forse i tempi sono maturi per giocare con la bistronomie anche da queste parti
Scampi, fichi, latte fermentato e acetosella (Passerini): freschezze e acidità, parte sulla clorofilla acida dell’acetosella, vira sull’acidità rotonda del latte fermentato in cui spinge il fico infuso nell’olio, chiude lungo sullo iodio dello scampo che all’inizio pare un po’ sacrificato
Manzo, cenere, funghi e ricci di mare (Nastri): la cenere è di porro, il manzo è scottato solo da un lato preservando morso e piacevolezza della carne, il fungo porcino crudo gioca con i sentori di bosco già richiamato dalla cenere, il riccio esalta una preparazione molto equilibrata.
Raviolo di cavolfiore e polpo (Nastri): un bel piatto con consistenze millimetriche, il polpo cotto a bassa temperatura è croccante e sapido, la cicorietta recupera sull’amaro e ribilancia la farcia liquida del cavolfiore dolce e pulita.
Tortellini di pesce affumicato, acqua di pomodoro e foie gras (Passerini): il pesce è sgombro, pulito e dall’affumicatira gentile, il foie gras è pochè suadente e ferroso, la salicornia gioca sul verde e sulla consistenza, l’acidità dell’acqua di pomodoro conferisce equilibrio.
Anatra, carota piccante e liquirizia (Nastri): petto d’anatra e carota in varie forme, centrifugata, in crema e croccante dove trovare il piccante, la salsa di liquirizia dolce e amara fa girare un piatto che funziona.
Pera e pepe, capra e pecora (Passerini): facile dire “al contadino non far sapere…” In questo caso si deve dire, grande equilibrio tra carpaccio di pere e composta, gelato di capra grasso a giocare con la sapidità del pecorino grattugiato, l’aciditá dell’olio e la presenza importante del pepe.
Ufficio di collocamento
Camilla Baresani scrive:
Settembrini a Roma: bar, ristorante, libreria e ufficio di collocamento della Rai

Ristorante Settembrini all'ora di pranzo
Non si esce a mangiare solo perché si è lontani da casa, per curiosità da gourmet, per frigo vuoto. Lo si può fare per sentirsi dire “buonasera dottore” da un vecchio cameriere rodato ai nostri gusti, che riesce a darci un’aria di famiglia più di quanto accada nella nostra stessa casa. Ma c’è anche chi che va al ristorante perché lo considera una sorta di ufficio di collocamento.
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| Ristorante Settembrini all'ora di pranzo |
Non si esce a mangiare solo perché si è lontani da casa, per curiosità da gourmet, per frigo vuoto. Lo si può fare per sentirsi dire “buonasera dottore” da un vecchio cameriere rodato ai nostri gusti, che riesce a darci un’aria di famiglia più di quanto accada nella nostra stessa casa. Ma c’è anche chi che va al ristorante perché lo considera una sorta di ufficio di collocamento.
È il caso di gran parte dei frequentatori di Settembrini, a Roma: costumisti, giornalisti, sceneggiatori, presentatori nel cono d’ombra, direttori, agenti, produttori, assistenti e comunque tutto il bosco e sottobosco che ruota o vorrebbe ruotare intorno al mondo Rai, intesa come radio, televisione, cinema e politica. Ci si va per esserci e dunque esistere, farsi tener presente e farsi presentare a…
Soprattutto ci sono i tavoli esterni, ideali per i narcisi che vogliono essere riconosciuti e salutati da tutti, e per quelli con l’animo da portinaia che controllano chi entra e chi esce.
Settembrini è un luogo elitario in maniera democratica, forse perché nella proprietà c’è Marco Ledda, figlio di Romano, che fu membro della direzione del PCI. Per dare la possibilità ai suoi clienti di stringersi in un network che includa dalla segretaria al Presidente, offre vari livelli di consumazione.
C’è la libreria con aperitivi ricercati e monopiatti da 10 euro,
C’è il bar/pasticceria/bistrot/paninoteca
C’è il ristorante.
E il cibo?
Non male. Non eccita e non deprime, spesso adagiato su mode culinarie prossime a essere sorpassate, ma discretamente eseguito e sostenuto da un uso di materie prime di buona qualità.
Prezzi per tutte le tasche. Al ristorante, di sera, con un menu più ricercato, in media 60 euro.
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